Introduzione generale mercoledì, Nov 7 2007 

Introduzione generale

Malgrado i dibattiti aperti attorno al vero significato del Rinascimento, sia esso considerato in continuità con il Medioevo oppure fenomeno completamente autonomo, nulla vieta di definirlo come una rinascita del pensiero e delle arti laiche dopo il lungo periodo di esclusivo monopolio culturale cristiano. Il periodo rinascimentale è storicamente individuato tra il ‘400 e il ‘500, nasce come fenomeno italiano per poi diffondersi nel resto d’Europa. In particolare il Rinascimento vede il passaggio da una società di tipo agricolo e feudale a una società più urbanizzata e propensa al commercio (il passaggio da un’economia domestica e contadina, fondata sullo scambio di beni in natura, a un’economia di tipo monetario; nascono nel Rinascimento i primi sistemi bancari che convogliano il risparmio e le fortune commerciali). Sotto questo aspetto il Rinascimento si presenta come primo nucleo di quel mondo moderno che nelle sue forme si evolverà fino a far sentire la sua presenza anche nella odierna società contemporanea: con il Rinascimento si gettano i primi semi della società borghese (ovvero si forma uno strato sociale di uomini laici che cominciano ad organizzarsi economicamente e politicamente rivendicando una propria autonomia rispetto alle strutture ecclesiastiche e rurali). La fioritura economica e culturale di città quali Firenze, Milano, Ferrara, Mantova e Venezia, contribuisce a promuovere una società più laica e mercantile destinata a sostituire gradualmente il sistema territoriale feudale a favore di una società tipicamente moderna. In campo politico il Rinascimento vede l’affermarsi del concetto di Stato moderno, ovvero la centralizzazione e la laicizzazione del potere monarchico, nonché la nascita della riflessione politica come scienza autonoma (come teorizzò Macchiavelli). Le strutture politiche ricercano una maggiore stabilità e una superiore consapevolezza delle proprie finalità civili, oltre alla tendenza di accentrare i piccoli stati, siano essi marche o principati, in organismi più ampi. Benché i primi pensatori rinascimentali siano ancora dei religiosi, la loro visione delle cose risulta più eterodossa, più autonoma rispetto alla dottrina ufficiale della Chiesa, tanto da incorrere più volte nell’eresia (caso limite, Giordano Bruno). Ai maestri della Chiesa si affiancano i letterati sostenuti dal mecenatismo, alle scuole di pensiero cattoliche si affiancano le nuove accademie laiche. Altro aspetto essenziale del Rinascimento è l’Umanesimo. Comincia a farsi strada una nuovo concetto dell’uomo: l’uomo non è più necessariamente subordinato alla verità religiosa del dogma cristiano, l’uomo si riporta al centro del mondo, riscopre la propria importanza storica, valorizza il mondo naturale entro il quale è immerso, vuole capire il mondo per piegarlo alle sue esigenze. E’ un cambio di visione epocale: se durante tutto il medioevo l’uomo ha accettato di essere limitato, peccatore di fronte a Dio, essere ferito e incompleto (secondo il pensiero di Sant’Agostino), l’Umanesimo rinascimentale vede il ritorno della piena consapevolezza dell’uomo nei propri mezzi, l’affermazione di una dignità e di una volontà umana superiore (per esempio Pico della Mirandola affermò l’assoluta libertà di realizzazione umana, mentre Ficino espresse il concetto di uomo copula mundi). L’uomo viene considerato nella sua interezza. Se durante il medioevo si era data maggiore importanza all’anima e alla spiritualità, con il Rinascimento torna l’interesse anche per l’aspetto corporale e fisico (iniziano nel Rinascimento gli studi approfonditi sull’anatomia). L’uomo rinascimentale si identifica in Leonardo da Vinci: esempio di genio poliedrico e dalla curiosità instancabile per tutto ciò che riguarda l’uomo e la possibilità di migliorarne la condizione non solo spirituale, ma soprattutto terrena. E’ dell’umanesimo il rinnovato interesse per la magia e l’alchimia come mezzo pratico e accessibile di indagine naturale (si veda la visione panteista di Bruno: il principio vitale si trova anche nei minerali, i quali hanno proprietà anche spirituali). Questa maggiore attenzione per i valori inerenti all’uomo portò alla riscoperta della classicità greca (l’antico umanesimo socratico e platonico) e dei testi classici nelle loro edizioni originali, non più mediate dalla cultura cristiana. L’uomo rinascimentale vedeva nella filosofia e nella cultura classica il dignitoso tentativo di indagare e giustificare la realtà per mezzo del solo contributo umano. Questa riscoperta dei classici portò inoltre a una nuova visione delle arti: la pittura, l’architettura e la scultura si impregnarono dei canoni classici dell’antichità, l’artista stesso cominciò a svincolarsi dallo stile e dai precetti artistici cristiani per seguire una più libera e personale interpretazione artistica.

Musei Milano mercoledì, Nov 7 2007 

una scelta dei musei e luoghi d’arte della città di Milano sul Rinascimento …

IL MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA … orari ecc.
IL MUSEO DI PALAZZO REALE
LA PINACOTECA DI BRERA
LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
IL CHIOSTRO BRAMANTESCO

Bramante mercoledì, Nov 7 2007 

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Il nuovo linguaggio bramantesco agisce sui maestri della “vecchia” scuola lombarda e già dentro il nono decennio del secolo, ancor prima che in Leonardo e nei suoi epigoni. Lo stesso Foppa ne avverte la presenza condizionante: Con attenzione per i nuovi modelli leonardeschi, la figura umana acquista nuova struttura e consistenza e lo spazio si fa più illusivo, sempre in deroga alle leggi prospettiche: gli intendimenti scenografici propugnati da Bramante attecchiscono persino in un cantiere tutto sommato isolato quale quello della Certosa di Pavia.(…)

Vi è immediata ricezione a Milano delle tipologie e dello stile pittorico, largo e tondeggiante, delle figure di Bramante e lo stesso Zenale nella Cappella Grifi in San Pietro in Gessate e il Montorfano in Santa Maria delle Grazie, accolgono immediatamente il nuovo linguaggio bramantesco.(…)

Gli anni di pubblicazione degli Uomini d’arme, intorno al 1487, coincidono con quelli in cui si dà per appena conclusa la prima versione della Vergine delle Rocce di Leonardo, ripresa più tardi da Zenale in una versione in cui la partitura e il disporsi delle rocce a descrivere grandiose arcate e volte sorrette da peducci rocciosi, sembra rifarsi , più che a Leonardo, al lessico architettonico di stampo bramantesco.(…)

Il contrasto tra le due culture, quella bramantesca e quella leonardesca, è assai avvertito: infatti nel corso dell’ultimo decennio del Quattrocento, lo stesso Leonardo, sembra, alla fine, deflettere da suoi stessi precetti e aderire, nel Cenacolo, alla visione prospettico-illusionistica di Bramante, accettando di figurare le pareti sfuggenti di un’improbabile e lunghissima finta sala che ospita la riunione di Cristo e degli apostoli. Sempre rinnovandosi, Leonardo perviene però, subito dopo, a un’interpretazione ancora una volta personalissima dello spazio (e dell’architettura) nella decorazione della Sala delle Asse nel Castello di Porta Giovia: l’estensione dello spazio avvolgente, intorno al punto di vista, e cioè intorno al nostro occhio, per trecentosessanta gradi, è l’inversione esatta dei principi centrici e frontali sui quali si regge l’illusionismo scenografico bramantesco.(…)

Lo studio della scultura antica da parte di Leonardo, probabilmente stimolato dalla commissione del Cenacolo, e lo studio dei monumenti antichi da parte di Bramante, considerati indispensabili da entrambi, condurranno la storia dell’arte italiana a quella svolta che il Vasari avrebbe poi definito la “maniera moderna”.

Leonardo da Vinci mercoledì, Nov 7 2007 

 

Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Castello di Clos-Lucé, 2 maggio 1519) è stato un grande artista e scienziato italiano. Uomo d’ingegno e talento universale del Rinascimento italiano, incarnò in pieno lo spirito universalista della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell’arte e della conoscenza. Fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico, anatomista, musicista e inventore, ed è considerato uno dei più grandi geni dell’umanità.

Ludovico il Moro mercoledì, Nov 7 2007 

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Ludovico Sforza (Vigevano 1452 – Loches 1508), era il quartogenito di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti. Alla morte del fratello Galeazzo Maria nel 1476, tentò in tutti i modi di contrastare la successione del nipote Gian Galeazzo Maria. Ludovico ne divenne segretario e, di fatto, governò al suo posto. Nel 1494 Gian Galeazzo Maria morì e Ludovico governò il ducato. Sostenne la discesa di Carlo VIII contro il Regno di Napoli, ma all’avvento di Luigi XII, succeduto a Carlo, subì l’attacco delle truppe francesi (1498) e dovette lasciare la città. Nel 1500 tentò di riconquistare la città, ma fu sconfitto a Novara e rinchiuso nel castello di Loches, dove morì nel 1508. La sua corte milanese ospitò grandi artisti, come Leonardo da Vinci e Bramante.

mercoledì, Ott 24 2007 

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